dO NOT COME TO GEMMA

(Questo non è il mio "diario", meno che mai "su Splinder". Questo è uno dei miei quaderni degli esercizi di stile. Il più piccolo, l'unico che non legga solo io).

Chi sono

Blogger: gemmagaetani

con quella che oggi spacciano per "Letteratura" o "Poesia" mentre non lo è io non ho niente a che fare.


il mio primo libro pubblicato si intitola COLAZIONE AL FIORUCCI STORE (MILANO), questa è la sua copertina:
.


se tutto va come deve andare, presto ne uscirà un secondo.

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martedì, 29 luglio 2008

Una canzone di una pagina del

Forse è che ho le mie cose, forse che mi manca molto una persona, forse è che oggi in ufficio quando C. mi parlava della malattia di suo padre io pensavo che almeno il suo era ancora vivo, forse che ho mandato in lettura il romanzo, e le poche canzoni che stavolta rispetto all'altro ci sono dentro, esplicitamente citate o che soltanto suonano sotto le parole, continuano a suonarmi in mente. 

 

postato da: gemmagaetani alle ore 22:48 | link | commenti (2)
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domenica, 27 luglio 2008

La telenovela

«No, non sono morta né scappata in India, sto semplicemente rivedendo il romanzo per l'ottocentesima volta prima di farlo leggere definitivamente, perché la presuntuosa struttura nella quale ho benpensato di svilupparlo regga alla perfezione e se farà schifo sarà, così, per altre ragioni... Scrivere sul serio è davvero gestare e partorire, diciamo che si tratta di un'operazione che a volte non giunge a termine in nove mesi... Soprattutto se sei una creatura (leggi sfigata) come me, che il tempo da dedicare alla scrittura deve ricavarlo dal poco che di ogni giornata resta. Comunque entro domani sera m'auguro d'aver finito. Anche perché, in tutta sincerità, non ce la faccio più. Fino a qualche anno fa avevo sempre dietro i libri per gli esami all'università, ora ho le stampate, da leggere e rileggere, di quelli che mi metto a scrivere io: sono decenni che le mie borse pesano sempre un quintale e che non provo il gusto di non avere un cazzo, ma proprio un cazzo da fare, come la più parte della gente normale finito il lavoro... Cioè, ci sono notti in cui sogno di passare tre ore al giorno a fare il Sudoku parlando di french, ti rendi conto di come sono ridotta?!?  Fumare? No, macché, qualche giorno e poi ho ripreso... Guarda, una telenovela... Tanto che sto meditando di provare con quella cretina sigaretta elettronica priva di nicotina, praticamente fumi vapore... L'ho vista l'altro giorno in farmacia, è agghiacciante perché rivela tutto il nonsenso della sigaretta, e poi costa 85 euro (no, dico, 85 euro)! E ogni ricarica 3 euro... Ma non è solo il costo, è che... Che dici? È troppo da ridicoli? Comunque nei giorni passati al posto delle sigarette vere ho provato: niente, resistere (che è da crepare, ti prende un'ansia a un certo punto, un'ansia diversa da qualsiasi altro tipo d'ansia, e io l'ansia la conosco piuttosto bene); gocce di Rescue Remedy sublingua (che è come niente); ciucciare radice di liquirizia (per niente carino e poi ti restano in bocca minuzzoli di tronchetto e quel sapore dolciastro per niente gradevole); le Paipo (quelle giapponesi, di plastica, vuote ma col buco, così hai la sensazione di aspirare qualcosa ma in realtà ti si gonfia soltanto la pancia perché aspiri continuamente aria); le sigarette alle erbe (disgustose, sembra di fumare minestrone liofilizzato e rancido, un puzzo che nemmeno un incendio, buttate dopo una); sgranocchiare carote (non ti dico al lavoro che figura da idiota, alla terza carota in tre ore m'hanno chiesto se era per l'abbronzatura, io che sono bianca come il latte); sgranocchiare fino a sventrarli tappi di penne (con la conseguenza di farmi venire un dolore atroce al canino sinistro)... E perciò niente: totale; fallimento; ogni volta; e definitiva; corsa; con l'autostima sotto i talloni ma comunque corsa; dal tabaccaio... Però mi scoccia troppo la sconfitta, e poi se guardi le foto dei polmoni di un fumatore ti prende un colpo, non puoi continuare a fumare... Non so, credo che domani provo a comperare l'elettronica, vediamo che succede con quella. Io so, so che devo smettere, il fatto è che non ci riesco».

postato da: gemmagaetani alle ore 23:16 | link | commenti (1)
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giovedì, 24 luglio 2008

"E che sintomi provi?"

Smettere di fumare è così atroce se fumavi quaranta sigarette al giorno e la sigaretta da un certo punto in poi della tua vita era stata l'unica fedele compagna che non t'aveva abbandonato mai, nemmeno in certi irraccontabili momenti di merda, che ci sono volte in cui d'improvviso ti riviene in mente qualcuno che ti sta sul cazzo (il cervello è selettivo e funziona per affinità, se smetti di fumare sei di umore orrendo per giorni e giorni, e questo stato emotivo, sommato ai sintomi fisici dell'astinenza, non ti fa di certo venire in mente il sorriso di Madre Teresa di Calcutta), e tu sogni di legarlo a una sedia, costringerlo a fumare due pacchetti di Marlboro rosse in dodici ore fintantoché ne sarà diventato dipendente (a quelle dosi ci vuole ben poco), e poi, da un meraviglioso giorno in poi, fumarti tu quei due pacchetti, davanti a lui, ficcandole lentamente una per una in un bocchino d'osso, con le unghie delle mani lunghe e squadrate e laccate di rosso Chanel, godendotene ognuna con l'intensa lentezza di cui è capace un felino, espirandogli il fumo in faccia, perché stia male lui quanto non starai più male tu. È un peccato che non si sia soldati in guerra, che non si sia pugili di professione da un incontro a settimana, che il mondo non sia pieno di Fight Club, che chi ti sta sul cazzo non si faccia vivo quando si decide di smettere di fumare.

postato da: gemmagaetani alle ore 20:51 | link | commenti (1)
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sabato, 19 luglio 2008

Memo di sostegno

Cosa avviene nel tuo corpo quando smetti di fumare?

Dopo 20
minuti

La pressione sanguigna tende a normalizzarsi 

Dopo 8 ore

Il livello di monossido di carbonio nel sangue scende verso la norma e s'incrementa il livello di ossigeno

Dopo 24
ore

I tuoi capelli, la tua pelle e il tuo alito non hanno più l'odore del fumo

Dopo 48 ore

Il tuo senso del gusto e dell'olfatto migliorano

Dopo 72 ore

Ti è più facile respirare dopo il rilassamento del tubo bronchiale; aumenta la tua capacità polmonare: hai sfrattato la nicotina dal tuo corpo

Dalle 2 settimane
ai 3 mesi

Aumenta il tuo livello di energia, se ti osservi allo specchio noti che hai il viso più roseo e rilassato, un colorito della pelle più luminoso e i capelli più splendenti: sono tutti effetti del tuo stop al fumo

Dopo 9 mesi

Tosse, congestione, fatica e respiro corto diminuiscono. Le ciglia vibratili del tuo apparato respiratorio (gli "spazzini" del tuo corpo), precedentemente paralizzati dal fumo, tornano in azione e con loro la capacità di combattere le infezioni. La tua energia è sempre più in ascesa

Dopo 5 anni

Il rischio di decesso per tumore polmonare si riduce progressivamente del 50% circa, e, passati 15 anni, è paragonabile a quello di una persona che non ha mai fumato. Diminuisce il rischio di sviluppare tumori in altre sedi anatomiche: bocca, esofago, faringe, laringe, reni, vescica e pancreas. Per le patologie a carico delle coronarie il rischio si riduce gradualmente.

(Fonte: Piccola guida per il successo - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori)

 

postato da: gemmagaetani alle ore 11:47 | link | commenti (3)
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mercoledì, 16 luglio 2008

Coglioni, cialtroni d'ogni guisa

La cosa che mi fa schifo e rabbia è che per levarti di dosso le mani di un abuso - e mi riferisco a qualsiasi tipo di abuso, anche quello di pazienza - devi avercele comunque avute addosso, e raramente riuscirai a rendere quel pan per focaccia che vendicandoti farebbe al contempo capire come ti sei sentita, di modo che il conto sarebbe pari. No, te ne andrai soltanto, dopo lo spintone che ti avrà liberata, con un disagio procuratoti da altri di cui dovrai però occuparti tu - fosse soltanto un fastidio sarà comunque qualcosa procuratoti da altri ma di cui dovrai occuparti tu, te ne andrai con una mano davanti e una di dietro, nell'impunità di quello che hai subito. Di coglioni, cialtroni con le mani addosso a me ne ho conosciuti a sacchi interi, li riconoscevo e riconosco subito, la familiarità con le questioni psicoanalitiche e psicoterapeutiche mi ha dotata di un naso potentissimo nella questione come e perché un altro si sta relazionando a te, e sente anche te o sente soltanto sé nel relazionamento con te? Nessuno mai, dopo quello spintone, è tornato indietro a implorare in ginocchio perdono, nel mentre di una mia sessione di schiaffi in faccia, come avrebbe dovuto essere secondo le mie regole di vita decisamente matematiche perché forse lo concedessi, nonostante il dato di fatto che nelle mie librerie campeggino, e non paralizzati nelle file, sotterrati dalla polvere dell'immobilità, molti testi di psichiatri d'ogni nazionalità, io non sono per la mentalizzazione delle cose, sono un essere piuttosto pratico, materiale, che ama poco le chiacchiere e i sofismi. Né sono mai corsa loro dietro col machete in mano, come non raramente avrei voluto fare in virtù di quelle regole, tanto spiegare cosa si può essere stati presso altri è monologo che raramente riceve l'applauso, la gente è spesso incapace di usare gli occhi per guardarsi nello specchio che gli altri porgono. No, hanno alzato i tacchi con la messa in scena dell'orgoglio dei coglioni - dei coglioni nel senso di Céline, quando dice che perché nel cervello d'un coglione il pensiero faccia un giro bisogna che gli capitino un sacco di cose e di molto crudeli, a volte persino negando che quelle mani fossero tese, cianciando di diversità d'opinione sui fatti, così confermandomi che erano dei cialtroni, dei coglioni, che quello che volevano era soltanto abusare, usare; e che è tra gli esseri umani di sesso maschile che si rintracciano i maggiori esemplari di quella maniera di relazionarsi all'altro bestialmente priva di sensibilità anche nei confronti dell'altro, maggiormente se l'altro è una donna. Che poi sovente questi soggetti avevano e avranno ancora a che fare con le cose letterarie o culturali, e magari con successo, con le cose che poiché sono vicine alle idee sempre si credono, viste da fuori, vicine agli ideali, non è un caso: il mondo è pieno, strapieno di bugie. Non si creda che parli di tutto questo dal luogo emotivo di un ferimento ancora vivo. Ho ormai imparato il cinismo necessario per non avere pietà nemmeno di me, né delle ferite che si riportano vivendo. Smettere di frequentare studi psicoterapeutici, in questo senso, semplicemente svegliarmi il giorno dopo ogni episodio ascrivibile al tema affrontato in questo breve scritto, e comportarmi come se niente fosse successo, mi è stato di grande aiuto. Ma ammetto che se mi capita di pensare a lungo ai meno lievi di quegli episodi, ai più coglioni di quei coglioni, dei quali non scriverò mai nel dettaglio per non fornire nominazione e gloria a ributtanti soggetti attraverso le mie parole, la parte meno gandhiana di me, sarebbe a dire quella che in tutta me campeggia come un imperatore nel suo impero, spesso trancia quel pensiero concludendo: “Vite sprecate, vite rubate alle bare”.

postato da: gemmagaetani alle ore 23:17 | link | commenti
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lunedì, 14 luglio 2008

Rabbioso disgusto dell'incapacità di controllo di sé

«Sì va bene, “xyznchhnncnnmjxhhh”, “xyznnnbbbcfgbxfgxtgbwbbzxgtswgh”, e “xyzlfyencxgxfxrwgvbdnbjxuxyxjnmendbxhyxumnn”, un'enciclopedia Treccani che però non finisce mai di “xyznngdmuhfgddedvtgtfvgvghedsghjkkxxyhhbevc” e “xyznnnbbbcfgbxfwbbzxgtswgh” che per continuare a sopportare dovrei bere litri di Valium liquido al posto dell'acqua, è sempre la stessa storia. La stessa storia che mi ha rotto il cazzo. Perciò fattela tu una sbronza di Valium, e parlati davanti allo specchio se trovi tanto interessante quello che dici, scomparimi da davanti agli occhi, i timpani, I GIORNI, TU E QUESTA CONFIDENZA CHE TI PRENDI E CHE NESSUNO TI AVEVA DATO E CHE È LA COSA CHE PER PRIMA M'IMBESTIALISCE. Tu non m'appari più una persona, ma una piattola. “Scusa” un cazzo, proprio un gran bel cazzo: scompari, scompari prima che ti riduca in frantumi».

(Vasco Rossi - Tu vuoi da me qualcosa)

postato da: gemmagaetani alle ore 21:57 | link | commenti
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sabato, 12 luglio 2008

Insopportabili

«La meccanicità comportamentale, negli altri, la banalità di quella meccanicità, mi sono insopportabili».

(Kraftwerk - The robots)

postato da: gemmagaetani alle ore 23:32 | link | commenti (2)
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mercoledì, 09 luglio 2008

Misere e meschine lance

«Ho ricevuto una delusione che se m'avessero accoltellato avrei sentito meno male, perché non me l'aspettavo, e sono cinque giorni che non riesco ad evitare che il tutto mi rivenga in mente. No, non è vero che tutto è pieno d'amore. Quasi niente lo è. E se tu lo sei di tuo svuotati in fretta, svuotati prima che lo faccia il mondo con le sue misere e meschine lance».

postato da: gemmagaetani alle ore 21:51 | link | commenti (7)
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venerdì, 04 luglio 2008

Bulldozer

Una volta se mi cadeva in testa un masso io cadevo, restavo là sotto e piangevo guardando il cielo perché s'accorgesse del mio dolore e magari facesse qualcosa.

Adesso m'alzo col masso sulla testa (la rabbia dà una forza che è infinita), lo prendo tra le mani, lo scaravento altrove e vado avanti a passo di bulldozer.

Non è un caso ch'io usi la metafora del bulldozer. Come spiega Wikipedia il bulldozer è la macchina impiegata nei cantieri e nelle costruzioni.

Qualcuno potrà chiedersi, e chiedermi, che cosa m'ha cambiata in questo senso.

La risposta è facile: tutti i massi che mi sono caduti addosso; poiché non m'hanno ammazzata, m'hanno fortificata; e l'esperienza ripetuta del fatto che il cielo mai t'aiuta, mai.

postato da: gemmagaetani alle ore 19:48 | link | commenti (2)
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giovedì, 03 luglio 2008

Come un telegramma

(Björk - All is full of love)

Sto bevendo un succo di mirtillo e biancospino mentre ascolto questa canzone. Trovo struggente questa versione live con lei che zompetta, ballicchia, vestita di bianco. Tra poco andrò a letto. A Roma, stasera finalmente si respira. Ho terminato la quinta, credo, revisione del romanzo. A volte, in questi giorni, m'auguro che ritorni fuori un certo terrorismo che ci liberi di un certo pagliaccio aspirante imperatore che ci sta riducendo peggio del Titanic, coi violenti il dialogo civile è inutile. O si soccombe oppure si attacca.

postato da: gemmagaetani alle ore 00:37 | link | commenti (2)
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